Con taglio centrale quasi rinascimentale, l’immagine apre un corridoio prospettico che inghiotte lo sguardo fino a un minuscolo frammento di cielo balenante in fondo allo scafo in costruzione. Gigantesche paratie appese dall’alto scendono come quinte teatrali, rivelando un interno d’acciaio
Ganzirri vibra come un quadro astratto nato dal dialogo fra una barca e la sua eco liquida. Il fotogramma taglia via l’orizzonte: restano solo chiglia, pali incrostati e riflesso increspato, cosicché l’occhio oscilla costantemente tra reale e speculare. La tavolozza
Questa fotografia mette in scena con rigore teatrale l’episodio di Cristo davanti a Caifa, citando apertamente il tenebrismo caravaggesco. Un fascio luminoso isolato taglia l’oscurità, orchestrando un dramma di sguardi e gesti: il volto di Cristo, avvolto in un rosso
Tre limoni sospesi – e un quarto che ne regge la memoria, adagiato sul parapetto – bastano a dichiarare la citazione di “Les jeunes amours” di René Magritte, dove un grappolo di mele levita contro un cielo impossibile. Ma qui
Il pagliaccio e il camposanto — dialogo fra caduta e ascesa L’artista mette in scena fotogrammi che, come atti di una breve pièce, articolano il paradosso del clown: volto immobile, emotività cangiante. Le due immagini cardine – pianto e gioia
Piccoli vagabondi — omaggio fotografico a The Kid (1921)_ di Charlie Chaplin Queste nove immagini in bianco e nero rievocano con raffinata coerenza visiva la poetica de Il Monello, film con cui Chaplin trasformò la miseria urbana in tenerezza universale.
“Carboncino” tende un filo sottile fra fotografia e disegno: la montagna appare come ripassata a polvere di grafite, sfumata a dita sul foglio bianco del cielo. Tre piani sovrapposti – primo terreno ocra-bruno, cono centrale grigio cenere, cresta innevata sullo
La Morte – trittico di carne e marmo In queste tre fotografie l’artista inscena una danza funebre dove il corpo vivo – nudo, scavato, vulnerabile – si confronta con l’architettura sepolcrale. Non è un semplice nudo in ambiente cimiteriale: è
Una ballerina in tutù giallo, sospesa sulle punte, attraversa una porta blu piantata in mezzo a un crinale dorato: un varco verso il cielo più che verso un interno. La composizione gioca su una dualità cromatica netta—giallo e blu—che fonde
“Bonura” fonde danza, pittura di luce e notte stellata in un’unica coreografia fotografica. Al centro, la ballerina in posa arabesque — gonna di tulle che sfiora il prato — è scolpita da un flash mirato, isolandola dal buio cosmico. Dietro
Una luce calda, quasi fiamminga, affiora dall’oscurità e rivela una madre avvolta in un manto blu-porpora che abbraccia due figli: un neonato nudo, saldo sul suo grembo, e un bimbo più grande fasciato da un panno grigio perla. La composizione
Maschere – anatomia del volto travestito Questa suite ritrae la pelle come palcoscenico, indagando come trucco e rituale scenico ridefiniscano identità e psiche. Ogni immagine è un atto di metamorfosi che alterna cromie sature e tinte livide per cesellare stati
Un vespasiano in disuso, incastonato nel cemento, si trasforma qui in una sorprendente installazione cromatica spontanea. La stretta nicchia, un tempo destinata a funzioni prosaiche, ospita ora un mosaico di tessere logore su cui l’acqua stagnante e i depositi minerali
Raimondo fra colore e memoria Raimondo Sirotti emerge da un’esplosione cromatica che pare inghiottirlo e allo stesso tempo generarlo: il corpo diventa pennellata vivente, ponte tra pittura e realtà. L’escamotage della camicia dipinta – eco diretta del murale alle sue
Questa fotografia è una potente rievocazione visiva dell’iconografia barocca di San Girolamo penitente, rivisitata in chiave contemporanea. L’uomo anziano, seminudo, siede pensieroso, avvolto da un drappo rosso e uno più chiaro che richiama la veste cardinalizia del santo. Il suo
Questa immagine rievoca con straordinaria efficacia l’iconografia di San Girolamo scrivente, soggetto caro alla pittura barocca, in particolare a Caravaggio. Il vecchio uomo, a torso nudo e avvolto da un drappo rosso vivo, è colto in un momento di scrittura
Quest’immagine fotografica si pone come una contemporanea mise-en-scène del “San Girolamo scrivente” di Caravaggio (1605-06, Galleria Borghese). Il parallelismo è esplicito: il santo caravaggesco, avvolto in un drappo rosso vivo e chino sul grande volume, rivive qui in un anziano
Shipping – architetture galleggianti tra cantiere, design e paesaggio La serie conduce dallo scheletro titanico di una nave in costruzione ai dettagli di lusso dei suoi ponti, fino al dialogo ironico con lo skyline urbano. È un racconto per transizioni
CORRI (Fattori) Una bambina nuda‐piedi in abito improvvisato corre dietro a una giovane vacca, sollevando polvere su un sentiero in pendio. L’inquadratura posteriore, leggermente abbassata, fa coincidere lo sguardo dello spettatore con il suo slancio infantile e con la linea
Questa immagine rievoca con forza la tradizione pittorica rinascimentale e barocca, in particolare l’iconografia della Vergine Annunciata. La giovane donna, avvolta in un velo blu che richiama il mantello mariano, è colta in un gesto sospeso, tra l’ascolto e la

Giorgio Salvadori
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