

Questa immagine rievoca con straordinaria efficacia l’iconografia di San Girolamo scrivente, soggetto caro alla pittura barocca, in particolare a Caravaggio. Il vecchio uomo, a torso nudo e avvolto da un drappo rosso vivo, è colto in un momento di scrittura meditativa. La luce calda e radente scolpisce il suo corpo emaciato, enfatizzando l’aspetto ascetico e spirituale.
Gli oggetti sul tavolo — il teschio, il crocifisso, i libri — sono simboli di vanitas e di riflessione sulla morte e la redenzione. L’inchiostro e la penna suggeriscono la traduzione o lo studio delle Scritture. L’ambiente è essenziale, immerso in un’oscurità profonda che isola la figura, rendendola quasi scultorea.
La composizione e l’illuminazione sono chiaramente ispirate al tenebrismo caravaggesco, dove la luce diventa mezzo di rivelazione spirituale. L’immagine trasmette un senso di silenzio, rigore e contemplazione, trasformando la scena in un potente ritratto dell’interiorità.
Il set per la realizzazione dello scatto fotografico nello Studio Salvadori

